Politiche Familiari e di nuovo Welfare


In questi ultimi anni stiamo assistendo ad un forte cambiamento della società sia in termini relazionali sia in termini d’identità. Le persone si sentono sempre meno appartenenti al proprio contesto territoriale, spostando la propria attenzione verso un’appartenenza di tipo non più locale, ma globale. I luoghi d’incontro vengono sempre meno sfruttati, soprattutto dalle giovani generazioni e la comunicazione si fa sempre più difficile e superficiale. La comunità non riesce ad avere momenti per esprimersi in modo spontaneo e socializzare, di conseguenza diventa sempre più difficile avere fiducia del prossimo. Questi fenomeni interessano l’intera sfera sociale la quale percepisce uno stato di malessere generale soprattutto dal punto di vista relazionale. Questa situazione oltre ad avere delle ripercussioni molto gravi sul piano economico o sanitario o dei servizi in generale, aggredisce fortemente la possibilità d’intervento delle istituzioni, le quali riescono ad esprimere il loro potenziale solo se inserite all’interno di un contesto relazionale.

E’ ormai opinione diffusa che la famiglia, ed il potenziale che essa genera, possa contribuire fortemente al contenimento dei rischi di una crisi economica come quella attuale, non sostenerla o non accompagnarla in un momento di trasformazione sociale può frantumare la rappresentazione psichica e comunitaria del singolo. La salute psicologica, fisica e sociale, la possibilità di sentirsi al sicuro, di costruirsi un progetto di vita sono solo alcune delle fondamentali funzioni che la famiglia direttamente ed indirettamente svolge.

La famiglia è un gruppo ed è quel luogo d’eccellenza dove si possono apprendere quelle competenze relazionali che formeranno la base per tutte le altre, il seguirla può farci comprendere meglio gli elementi descritti in quanto è un fenomeno che consiste in relazioni sociali e indicante una vasta gamma di forme sociali primarie che presentano strutture relazionali assai diversificate ed a confini variabili da cultura a cultura.

La famiglia può essere definita come luogo o spazio, come cellula della società, come modello simbolico, come struttura, come funzione, come gruppo, come istituzione, ma dal punto di vista generativo si può dire che la famiglia è il fenomeno principale nella storia dell’umanità in un triplice senso per l’origine della società umana, per il suo costante riprodursi e per il singolo, in pratica la società nasce quando nasce la famiglia. All’ inizio dell’esistenza di una società non c’è l’individuo isolato, ma c’è il gruppo familiare, se l’individuo è completamente isolato, muore. Le famiglie rappresentano il fulcro delle relazioni umane, in esse gli individui acquisiscono quelle competenze affettive che permetteranno lo sviluppo di quei legami utili a far sviluppare una comunità ed erogare benessere.

Il fondamentale apporto del sistema famiglia ha un valore inestimabile e questo ha orientato tutte le nuove azioni, mirate al benessere della collettività, proprio alla cura di questa. È un sistema dinamico, in continua evoluzione, tanto che ancora oggi si discute su come poterla definire, in letteratura, ancora oggi, non ne troviamo una definizione condivisa. La famiglia rappresenta uno spazio di molteplicità (ruoli, valori, esperienze…) e studiarla significa mettere a sistema tutte le discipline dell’uomo. Non essendo una unità statica una sua possibile definizione deve adattarsi al suo continuo divenire e spesso le politiche sociali falliscono perchè non trovano una definizione chiara del loro oggetto di studio.

Il Laboratorio per le Politiche Familiari e di nuovo Welfare tenta di arricchire le prassi di governance delle Family Policies a livello locale così da non essere solo un insieme di misure diverse distribuite nel territorio, ma come un insieme di progetti interdipendenti esportabili, come buone pratiche, in altri contesti capaci di cambiare la scena pubblica dei servizi alla persona. Tralasciare la soggettività del problema è stato sempre l’errore del sistema del welfare italiano e forse ora la novità può essere rappresentata proprio da questo elemento che non può emergere se non dalla partecipazione diretta delle famiglie.

Le politiche per le famiglie sono strumenti che si situano tra il mondo individuale e quello collettivo, tra il mondo interno ed il mondo esterno, esse sono trasversali rispetto ai diversi livelli di vita di ognuno di noi e se si agisce per il loro sviluppo ne beneficeranno tutti i livelli, aumentando sia un benessere soggettivo sia quello collettivo.

Contribuire allo sviluppo delle politiche familiari propone una chiave di lettura diversa dalla semplice erogazione di servizi, si situa come strumento per favorire la generazione di servizi attraverso la coesione sociale, non offrendo risposte, ma creando le condizioni per favorirle.

Il Laboratorio è una situazione di gruppo orientato all’innovazione di conoscenze e di azioni in ordine al governo, all’ analisi, alla progettazione, e all’ attuazione di processi e servizi per le famiglie. Le azioni saranno orientate ad armonizzare l’offerta prodotta a livello istituzionale così da rendere più efficacie la partecipazione alla vita politica e sviluppare il principio di sussidiarietà.

Possono partecipare sistemi familiari formali e/o informali, associazioni, cooperativa gruppi istituzionali, cittadini.